Anche Campagnola SRL tra le aziende impegnate nella lotta al Covid-19

 

L’emergenza che il nostro Paese sta affrontando in queste ultime settimane è sicuramente una delle più complicate e gravi degli ultimi decenni. La lotta contro la diffusione del Covid-19 sta impegnando soprattutto i nostri operatori sanitari ed anche altre realtà sociali del territorio, con turni di lavoro infiniti, faticosi ed estenuanti per assistere e curare i malati di Coronavirus. Per questo è importante che ogni cittadino, ente, impresa e struttura del territorio offra come può, anche con piccoli gesti di solidarietà, il suo contributo. Campagnola Srl ha voluto fare la sua parte in questa battaglia con una donazione all’ospedale Sant’Orsola di Bologna.

“Insieme, si può”

Tutti insieme possiamo fare la nostra parte e dare una mano per affrontare l’emergenza che oggi siamo chiamati a vivere e a sconfiggere. Ogni contributo, anche quello più piccolo, è fondamentale anche solo per agevolare e “dare respiro” alle persone che si trovano più in difficoltà. Perché solo insieme possiamo davvero fare la differenza.

Le altre misure messe in atto da Campagnola Srl: lo Smart Working

Con le nuove ordinanze governative nazionali e regionali, tutte le imprese italiane, piccole, medie e grandi, hanno dovuto riorganizzare il proprio metodo di lavoro per evitare la propagazione del virus e proteggere il personale dipendente. Campagnola Srl ha fin da subito avviato tra il suo personale le procedure di Smart Working, permettendo a vari dipendenti, dei quali non è richiesta la presenza fisica in azienda, di continuare a lavorare da casa in totale sicurezza, dotati di tutti gli strumenti digitali necessari.

Protezione e sicurezza per i dipendenti che restano in azienda

Abbiamo inoltre limitato l’operatività dell’azienda, mantenendo solo le attività ritenute indispensabili e necessarie, come quella dell’assistenza tecnica. Fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria in Italia, tutti i nostri dipendenti sono stati dotati dei dispositivi di protezione per poter lavorare in sicurezza, mantenendo inoltre le distanze necessarie come indicato dai DPCM. In questo modo si è potuto assicurare la prosecuzione dei lavori, anche se in modo più rallentato e limitato.

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